Proporre l'ignoto anziché confermare l'atteso

In un'intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica, Michele Caporosso, conosciuto con lo pseudonimo di Wad, racconta la sua concezione del mestiere di conduttore radiofonico. Per questo professionista che lavora a Radio Deejay dal 2018 con il suo programma Say Waaad?, la missione di una trasmissione non si limita a mandare in onda ciò che gli ascoltatori già conoscono. La sfida consiste piuttosto nel far scoprire loro artisti, correnti ed espressioni culturali che non avrebbero cercato spontaneamente.

Questa filosofia ha guidato il suo lavoro nel corso degli anni. Tra gli artisti portati alla ribalta fin dai loro esordi dalla sua trasmissione figurano Ghali, Sfera Ebbasta, Blanco, Madame e Tony Effe. Tutti nomi oggi affermati nel panorama musicale italiano, che hanno beneficiato di un'esposizione precoce grazie a questo approccio da talent scout.

Mani di un conduttore radiofonico che regola una console di mixaggio in studio

Un programma a cavallo tra diversi formati

In onda dal lunedì al venerdì tra le 21 e le 22, Say Waaad? va oltre il formato strettamente radiofonico. Il programma esiste anche su YouTube, Deejay TV e TikTok, seguendo una strategia di diffusione multipiattaforma. I contenuti non si limitano peraltro alla musica: creator, cinema, serie televisive e cultura contemporanea alimentano regolarmente le conversazioni.

Wad ritiene che la sua trasmissione abbia anticipato alcune caratteristiche del podcast, in particolare per il formato conversazionale e la durata. Riconosce tuttavia alla radio in FM un vantaggio fondamentale: la capacità di raggiungere un pubblico notevolmente più ampio. La sfida attuale, secondo lui, risiede nel catturare l'attenzione, diventata sempre più fugace.

Il rap, un linguaggio ancora poco compreso

L'hip-hop occupa un posto centrale nel percorso professionale del conduttore. Considera questo genere un veicolo autentico di racconto del reale e si rammarica che persistano molti pregiudizi nei suoi confronti. Queste resistenze derivano spesso, a suo avviso, da una scarsa conoscenza del fenomeno. La radio può allora svolgere un ruolo educativo, offrendo chiavi di lettura anziché limitare l'accesso a queste nuove espressioni artistiche.

Riguardo allo stato attuale della scena italiana, Wad osserva che il rap attraversa un periodo di grande successo commerciale, ma anche di saturazione creativa. L'indie gli sembra oggi più fertile per l'emergere di talenti originali.

Cosa possono imparare le webradio

Per gli editori di webradio, questa visione apre spunti di riflessione concreti:

  • Assumere un ruolo di curatore programmando artisti emergenti accanto a nomi affermati
  • Bilanciare scoperta e familiarità per non disorientare l'ascoltatore pur ampliando i suoi orizzonti
  • Sviluppare una presenza multipiattaforma coerente, come fa Say Waaad? tra antenna, video e social network
  • Creare una community attorno all'emittente, andando oltre il semplice flusso musicale

Il programma ha inoltre ricevuto il Diversity Media Award come miglior trasmissione radiofonica, un riconoscimento per la sua capacità di riflettere la diversità delle identità e delle sensibilità contemporanee. Un premio che dimostra come l'impegno editoriale possa costituire un fattore di differenziazione significativo.

Un modello applicabile alle realtà indipendenti

Se Radio Deejay dispone di mezzi importanti, il principio sostenuto da Wad resta applicabile alle webradio di qualsiasi dimensione. Individuare talenti locali, esplorare generi sottorappresentati o incrociare musica e altre forme culturali sono tutte leve accessibili. L'essenziale sta nella volontà di accompagnare l'ascoltatore verso territori inesplorati, senza per questo spezzare il legame di fiducia costruito con lui.

Fonte: FM-World

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